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      Villa Necchi Campiglio

      Gigina e Nedda erano due sorelle molto diverse fra loro: la prima amava l’eleganza classica, la seconda collezionava arte moderna. La prima si era sposata felicemente con Angelo Campiglio, la seconda non si era mai staccata dal ricordo di un amore travolgente e sfortunato.
      Ma vissero insieme per tutta la vita, unite da un profondissimo affetto.
      Ovviamente è molto facile essere attirati dal loro stile di vita: le serate trascorse alla Scala vestite e ingioiellate dai nomi più in voga in città, il cuoco personale, la piscina e il campo da tennis nel giardino e gli ospiti importanti che animavano le loro serate.

      Ma quello che mi affascina maggiormente è il fatto che abbiano scelto Portaluppi per la loro casa.
      Gigina e Angelo non amavano particolarmente l’arte del ‘900 ma si sono affidati a lui per la costruzione della loro unifamiliare. Ne è uscito un vero capolavoro, in bilico fra il gusto per il disegno e il razionalismo, ma di sicuro non interamente allineato ai gusti dei committenti, che poco dopo chiesero a Tomaso Buzzi di arricchire gli interni dell’abitazione.
      Indubbiamente in quel momento Portaluppi era quello che oggi definiremmo un archistar. Per una famiglia alto borghese, che voleva entrare nella vita milanese, era la scelta vincente.
      E Portaluppi qui ha saputo anche dare voce alle radici dei futuri abitanti, costruendo una casa su un orto e portando in città una parte di campagna. Non era certo un’impresa semplice!

      La mia interpretazione

      Il mio racconto è quello di una sposa che aspetta le sue damigelle, il giorno prima delle nozze.
      E’ una ragazza indubbiamente ricca, che investe la propria ricchezza in cultura. Esattamente come hanno sempre fatto i Necchi. Questa casa è nata come scenario della vita mondana dei suoi abitanti, è sempre stata un luogo di aggregazione sociale, quindi un matrimonio prosegue perfettamente la filosofia originaria dei suoi committenti.
      I look sono interamente presi dalla sfilata F/W 2016 di Gucci. Alessandro Michele mi è sembrato la persona giusta per creare dei look che potessero abitare questa casa, con la sua incredibile capacità di unire passato e presente in un linguaggio nuovo.

      Come sempre puoi leggerlo interamente su Steller:

       

      Ti ho incuriosita? Vuoi vedere la villa?
      Luca Guadagnino, in “Io sono l’amore”, con una meraviglia Tilda Swinton in Jil Sander, ambienta parte del film proprio nella Villa Necchi Campiglio. Ritrae una borghesia apparentemente perfetta all’esterno, ma sul punto di sgretolarsi.
      Oppure puoi visitarla di persona secondo gli orari che trovi sul sito del FAI.

      E cosa ne pensi di un matrimonio alternativo a Villa Necchi?

      Se vuoi organizzare un matrimonio alternativo a Villa Necchi, sul sito FAI trovi anche le indicazioni relative ai contatti per gli eventi.

       

       

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