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      Il layout dell’album di matrimonio è un tema difficile da affrontare. Abbiamo pensato di raccontartelo attraverso una mostra che abbiamo visto di recente e che ci ha suggerito degli spunti interessanti.

      “Incontri”

      L’altro giorno, io a Matt, siamo andati alla Galleria Sozzani per vedere la mostra su un fotografo che adoriamo: Paolo Roversi.

      La mostra si intitola “Incontri” e prende spunto dal carattere pittorico della fotografia di Roversi, per proporre i suoi scatti in polittici, una struttura tipica dell’arte, molto amata nel Nord Europa.

      Abbiamo riflettuto molto sugli impaginati degli album di nozze e sull’importanza di dittici e trittici nello storytelling di matrimonio.

      Per il nostro metodo di lavoro possiamo identificare tre linee guida che ci aiutano a strutturare il layout dell’album di matrimonio.

      1) Generale/Particolare

       

            

      L’idea è molto cinematografica, non trovi?! Consiste infatti nell’accostare una foto con un’inquadratura larga e un dettaglio zoomato.

      Un accostamento classico è quello che vedi qui sopra: ritratto del viso affiancato al dettaglio delle labbra (o degli occhi).

      Un altro dittico potrebbe essere composto dalla foto della sposa a figura intera accostata al dettaglio del bouquet.

      Direi che questo è il metodo più semplice dei tre, ma ti consigliamo di non abusare nell’usarlo o rischieresti di rendere il tuo album ripetitivo e noioso.

      2) Suggestione

      Si tratta di lasciar dialogare fra loro due foto, scegliendole in modo tale che possano instaurare ad una relazione visuale reciproca. Ognuna delle due foto suggerisce qualcosa dell’altra, svelando una sottile assonanza.

      Ti suggeriamo quindi di non scegliere due immagini simili fra loro ma di osare negli accostamenti e di puntare sul potere della suggestione.

      Un album di matrimonio non deve essere un racconto didascalico ma una raccolta di ricordi che dura nel tempo. Riguardandolo negli anni ti susciterà sempre un’emozione e l’emozione non è legata alla linearità narrativa ma ai sentimenti.

      3) Micro narrazione

      Quest’ultimo è probabilmente il più affascinante ma anche il più difficile dei tre criteri. Richiede infatti un occhio ben allenato a fare editing e una discreta capacità narrativa.

      L’idea è quella di raccontare in pochi scatti ( in genere tre, massimo quattro) un preciso momento della giornata attraverso immagini che lo riassumano e ne suggeriscano l’atmosfera.

      Un’immagine larga e due dettagli sono la scelta più semplice, ma stai ben attenta a scegliere delle immagini che creino una micro sequenza e non tre ripetizioni inutili della stessa scena.

      Una struttura  molto usata è quella che vede le due foto degli sposi che si scambiano gli anelli e il dettaglio del porta anelli.

      Ma puoi usarla per molti altri momenti! Noi amiamo moltissimo questo tipo di layout nel racconto dei preparativi della sposa, ad esempio.

      Il layout dell’album di matrimonio non è un tema così semplice, come vedi. Non si tratta “solo” di riempire le pagine bianche di un libro, bisogna costruire un vero e proprio racconto attraverso le immagini.  Se ti restano dei dubbi scrivici e chiedici aiuto, ti risponderemo con piacere!