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      La fotografia di matrimonio analogica ha senso?

      Abbiamo già parlato della rinascita dell’interesse per la fotografia analogica, ma in molti dibattono sulla sua effettiva utilità nell’ambito del matrimonio. In questo articolo vogliamo capire i pro e i contro di questa scelta, esaminando le opinioni di alcuni fotografi famosi, e raccontarti la nostra esperienza e la nostra opinione.

      Come si scatta un matrimonio in analogico

      Medio formato

      Innanzitutto parliamo del come si scatta in analogico oggi. Il formato preferito dai fotografi analogici è il medio formato. Cosa significa medio formato? Che si passa dal formato 24×36 della pellicola classica da 35mm al 4,5×6 ottenibili con una pellicola da 120mm.

      Le due fotocamere più usate e gettonate per questo tipo di fotografia sono la Contax 645, in genere abbinata alla pellicola Fuji Pro 400H,  e la Mamiya 645. Entrambe sono delle medio formato di altissima qualità che scattano foto nitide, luminose e senza grana.

      Generalmente ci si ferma alle medio formato, quando si parla di matrimoni analogici, perchè sono il lato “nobile” della fotografia. Esistono però altre due possibilità per utilizzare l’analogico nel mondo del wedding: le istantanee e la lomografia.

      Lomo

      Per quanto riguarda il mondo di Lomography non ci sono vie di mezzo: o si ama o si odia. Le 10 regole base della lomografia fanno impallidire alcuni fotografi professionisti. L’invito a scattare senza pensare al risultato e ad abbandonare le regole può suonare come eccessivamente trasgressivo per molti, ma può anche rivelarsi un’occasione per liberare la creatività e creare qualcosa di originale e fuori dagli schemi. Cotton Candy è una delle fotografe di riefrimento in questo ambito: riesce a regalare alle foto di matrimonio atmosfere naturali e retrò impossibili per il digitale. Puoi osare moltissimo anche nella scelta della pellicola, sia realizzando dei soaking manuali, sia comprando versioni sperimentali ( le red scale lomography o le pellicole del progetto revlog ne sono un ottimo esempio).

      Istantanee

      Le istantanee sono un nostro grande amore, ne abbiamo già parlato approfonditamente, analizzando i tipi di fotocamere istantanee presenti sul mercato. Sono perfette per un album rilegato a mano o una scatola dei ricordi, oppure come ricordo da distribuire ad amici e parenti. Non smetteremo mai di suggerire un album istantaneo, perché è un progetto nel quale crediamo fermamente e che può davvero aggiungere qualcosa ai nostri scatti digitali.

       

      I pro e i contro del medio formato

      L’hashtag #filmvsdigital scatena vivaci scambi d’opinione sul web e ci sono posizioni contrastanti sulla questione. Per non annoiarti abbiamo pensato di riassumere brevemente i pro e i contro.

      PRO:

      1. Si parla di una qualità superiore della fotografia medio formato analogico. Il sensore, però, non è il segreto di una buona foto.
      2. Non c’è postproduzione da effettuare al computer. Se le foto vengono sviluppate da un laboratorio e consegnate al fotografo questo è indubbiamente vero, ma se si passano ore ed ore in camera oscura…questa tesi non vale più!
      3. C’è una maggiore riflessione dietro ad uno scatto: usando la pellicola si ottimizzano gli scatti, per evitare gli sprechi. Noi pensiamo molto anche scattando in digitale: crediamo che dietro ad ogni foto ci debbano essere delle scelte precise, anche in funzione dell’editing che effettueremo.
      4. La poeticità legata all’ immaginazione ed al senso di attesa dello sviluppo della pellicola.

      CONTRO:

      1. Non c’è bisogno di scattare per forza con la pellicola per ottenere un determinato effetto. Avendo a disposizione il RAW, il negativo digitale, il fotografo può ottenere dei risultati similari a quelli delle pellicole grazie alla postproduzione.
      2. I costi. Le pellicole e il relativo sviluppo hanno un costo ulteriore, che la fotografia digitale non ha.
      3. Impossibilità di avere un confronto diretto con gli scatti effettuati.

       

      Un’ opinione importante

      Jonas Peterson è uno dei fotografi di matrimonio più famosi al mondo. Sul suo profilo Facebook ha condiviso due foto scattate da lui nello stesso posto, alla stessa ora, alla stessa coppia, con due fotocamere diverse: la Contax 645, medioformato, e la Fuji x-t2, analogica. Come potete vedere dalla foto la differenza fra le due è davvero ridotta.

      Se vuoi conoscere, invece, dei fotografi che credono fortemente nell’analogico ti consiglio i francesissimi Ossaphoto.

       

      La nostra opinione

      Il medio formato nel matrimonio ci sembra una sorta di “status symbol”: non è una necessità ma un vezzo piuttosto costoso, in virtu’ del fatto che non se ne sfruttano pregi e potenzialità. Soprattutto se parliamo del formato 4,5×6. Non c’è effettivamente bisogno del medio formato, ma la disinformazione ci porta a credere che scattare un matrimonio in questo modo sia “cool”. Questo non significa che non apprezziamo il medio formato, anzi! Siamo molto affascinati dalla gamma dei colori e dalla resa cromatica, ma lo troviamo poco efficace per un matrimonio.

      Vogliamo farti riflettere su due fatti che ci hanno colpito molto e che sono passati quasi inosservati.

      Il primo è il progetto “World Gallery” di Apple: nel 2015 Apple ha stampato alcune foto realizzate da alcuni utenti con IPhone 6 su dei cartelloni pubblicitari e ha ottenuto dei risultati strabilianti, seppur ricampionando a dovere le immagini. Ora, l’Iphone non è certo una fotocamera medio formato eppure ha permesso di ottenere delle stampe di grandi dimensioni con una qualità eccellente. Sicuri che vi serva una medio formato come garanzia di qualità?!

      Il secondo progetto lo abbiamo visto in mostra a Palazzo Reale qui a Milano, in occasione della mostra dedicata a Paolo Roversi. Sapete tutti il nostro amore viscerale per le opere di Roversi, ve ne abbiamo parlato più volte. Uno dei suoi ultimi lavori consiste in una serie di ritratti a Rihanna. Se dobbiamo essere oggettivi questi ritratti sono molto meno emozionanti e coinvolgenti di alcune sue Polaroid. Ma come?! Le polaroid sono delle foto istantanee che costano relativamente poco e hanno dimensioni ridotte, le foto a Rihanna sono state scattate con la mitica  8×10.

      Con questi due esempi vogliamo dire che non è solo e unicamente la fotocamera con la quale scatti a fare la differenza, dietro al lavoro di un bravo fotografo ci sono molti fattori, fra cui la scelta del mezzo giusto e l’uso del linguaggio adatto  per ogni situazione.

      Vogliamo concludere con questa considerazione di Roversi, che porta l’attenzione sul fulcro della questione: la fotografia è un linguaggio. Se sai parlare bene una lingua puoi arrivare al cuore delle persone, se usi solo la tecnica fai un mero esercizio di stile.

      Il linguaggio fotografico non è molto cambiato con il digitale, ciò che è cambiato è il rapporto con la fotografia del pubblico in generale, delle persone non professioniste. La fotografia è usata in modo molto più ampio da persone non addette ai lavori e porta a una maggiore confusione tra chi sa usare questo linguaggio e chi proprio non lo sa parlare. Le fotografie su un telefonino sembrano tutte belle, questo è il pericolo del digitale, ma poi quando le si analizza ce ne sono poche buone. “

      Dove stampare le tue foto analogiche

      Il medio formato o la lomografia ti hanno incuriosita? Hai già iniziato a scattare? Ora devi trovare dei laboratori per lo sviluppo delle tue pellicole. Noi ti suggeriamo questi due:

      Lumina Film Lab, a Firenze.

      Carmencita Film Lab, a Valencia.

      Tu scatti della fotografia di matrimonio analogica? In quale formato?