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      Fashion revolution e abito da sposa

      Fashion Revolution week

      La fashion revolution week è iniziata il 24 aprile, giorno in cui si commemora il crollo del Rana Plaza -avvenuto in Bangladesh nel 2013- e la morte di moltissimi lavoratori di fabbriche tessili, che producevano abbigliamento anche per marchi europei.

      Gli hashtag della settimana sono: #FashRev#whomademyclothes e #Imadeyourclothes, che evidenziano subito il tema della sostenibilità e della consapevolezza.

      Il progetto Love Stories

      Mi stavo chiedendo come contribuire all’iniziativa e ho pensato che la mia passione per gli abiti vintage potrebbe essere un ottimo punto d’inizio.

      Il team di Fashion revolution ha infatti dato vita ad un programma chiamato “love stories”, nel quale propone di narrare attraverso video, foto e racconti, la propria storia d’amore per un abito.

      Ci sono abiti che ci fanno sentire a nostro agio, che ci rappresentano e parlano di noi. Sono quegli abiti che appena indossati ci regalano un sorriso e che ci aiutano ad affrontare le giornate più difficili come fossero armature. Sono quegli abiti che finiscono sempre nella nostra valigia, ovunque siamo dirette. Sono quegli abiti che non riusciamo a buttare neppure quando si consumano e continuiamo a trasformarli per portarli con noi sotto altre forme.

      Ebbene il team di Fashion Revolution ci invita a parlare di questo nostro rapporto speciale con alcuni capi e a condividerlo sui social.

      Credo che tutte le spose abbiano scelto il loro abito perché, una volta indossato, hanno sentito un feeling speciale con questo capo e se ne sono innamorate.

      Alcune hanno deciso di comprare un capo vintage e di dargli una nuova vita, altre hanno acquistato un abito che potessero indossare anche in altre occasioni oltre a quella del “grande giorno”. Sarebbe bello che queste spose condividessero le loro storie e le loro emozioni.

      Fra le proposte della Bridal Week  di NYC appena conclusa, ho evidenziato come molti look siano assolutamente innovativi e riutilizzabili dopo il matrimonio. Credo sia molto importante notare questo tipo di sensibilità in molti brand influenti, che sono in grado di modificare i punti di vista di un’ampia parte di consumatori.

      Riportare in vita un abito è un atto d’amore verso l’abito stesso ma anche verso il pianeta.

      I miei suggerimenti per gli abiti usati

      Per questo vorrei suggerirti due siti nei quali potete trovare degli abiti usati per le tue nozze:

      Pre Owned Wedding Dresses raccoglie abiti dei più importanti stilisti del mondo bridal da tutto il mondo, a prezzi accessibili.

      Humana Vintage. Per le amanti del vintage che vivono qui a Milano è un must e non è affatto raro trovare abiti da sposa in cerca di nuova linfa. In più lo shopping in questo negozio è solidale, perché il ricavato della vendita finanzia i progetti umanitari dell’associazione che lo gestisce!

      Scegliere di affidarsi a sarte che potranno confezionare il tuo abito su misura è un’altra scelta sostenibile, che io adoro! Sarebbe interessante che qualche sposa chiedesse la realizzazione di uno Zero Waste Pattern per il proprio abito da sposa, che ne dici?!

      Il progetto di Cangiari

      In conclusione ti segnalo un progetto fantastico, che già nel nome riecheggia la voglia di cambiamento e rivoluzione: Cangiari. L’idea arriva dalla Calabria ed è quella di produrre abiti da sposa sostenibili, con tessuti bio e sete cruelty free. Il mio modello preferito è “Talete”, il tuo?

      Ebbene, qualcuna di voi vuole raccontare la propria esperienza di fashion revolution e abito da sposa in una love story? Potremmo farci un video!