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      Il nesso abito da sposa e arte.

      Quello fra abito da sposa e arte è un legame sul quale non si scrive molto solitamente ma che mi affascina notevolmente.
      Credo che, parlandone, a tutte noi venga subito alla mente il bellissimo ma tragico progetto di Pippa Manzoni.

      Un’altro esempio, meno noto, è quello di Marguerite Sirvins, detta Marguerite Sir, il cui abito da sposa è esposto a Losanna, nel museo d’ Art Brut dal 1976.

      L’art Brut, secondo la definizione di Jean Dubuffet, è quel tipo d’arte prodotta da persone che non hanno ricevuto una formazione artistica e danno vita a capolavori estremamente spontanei e fuori dagli schemi. Spesso questi artisti vivono in ospedali psichiatrici e infatti la loro è anche detta “Outsider art”. Il loro spirito di ribellione li rende liberi dai clichés e dalle idee dominanti.

      Chi era Marguerite Sir

      Marguerite Sir ne è una chiara esponente.
      Dopo il rifiuto di un matrimonio combinato, organizzato dai suoi genitori, inizia a sentire il peso del rimorso e a provare un forte senso di colpa per quanto successo. In più il suo promesso sposo viene sposato dalla sorella Lucile, evento che scuote parecchio la giovane ragazza.
      Marguerite era una modista, ricamava e dipingeva, aveva uno spiccato talento artistico che non riusciva ad esprimere nella soffocante vita famigliare in provincia. Si trasferisce quindi a Parigi dove si innamora di un’uomo sposato,Henri, che vorrebbe divorziare dalla moglie per vivere con lei, ma lo scandalo sarebbe troppo grande e Marguerite si ritrova sola con molti pensieri negativi nella testa, che definisce simili a dei ragni neri.
      A 40 anni arriva ad essere ricoverata, con l’inganno, nell’ Hospice di Saint-Alban per schizofrenia.
      Qui si convincerà di avere 18 anni e di essere in procinto di sposarsi e realizzerà un bellissimo abito da sposa con ciò che riuscirà a recuperare da pezzi di vecchi stracci.

      Un libro racconta la sua vita.

      Proprio quest’anno Anne-Claire Decorvet ha dedicato un libro a questa figura . Vi lascio il link, attraverso il quale potrete trovare le fonti su cui mi sono basata per raccontare questa storia. Il libro si intitola “ Un lieu sans raison”, citando i versi di Paul Eduard che nel 1943 si rifugiò nell’ospedale psichiatrico per sfuggire alla guerra e scrisse:«Les inconnus sont morts dans la prison / / Leur cimetière est un lieu sans raison»

       

      Credit. Art Brut Museum Losanna
      Credit. Art Brut Museum Losanna

      Io sono stata catturata totalmente da questa storia e dal desiderio di Marguerite di avere un matrimonio d’amore e sono incantata dalla bellezza di questo vestito. Trovo che Marguerite Sir incarni perfettamente la sposa alternativa e creativa che tanto mi piace, con lei si respira anticonformismo e ricerca di uno spazio in cui esprimere la propria personalità. E dal suo vestito traspaiono una leggerezza e un’eleganza che sembra impossibile siano potute uscire da un luogo così opprimente come il Saint-Alban. L’animo raffinato ed elegante di Marguerite è riuscito ad emergere anche in una condizione ai limiti dell’umanità e a lasciarci una testimonianza della sua vera personalità.

      Il nesso abito da sposa e arte sarà uno dei temi ricorrenti del blog,non perdetevelo!

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